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RIEDUCATIONA CHANNEL

Non so da quanto esista, né quanti lo conoscano. Io mi sono imbattuta in Rewind solo un paio di mesi fa. Su Rai Edu 2, visibile sia con il digitale terrestre che via satellite (ma c'è sempre vcast), Rewind occupa la programmazione del sabato e della domenica con vecchi programmi tv rai. I cari vecchi programmi rai che tutti rimpiangono, quelli fatti da professionisti e dove nessuno ancora si preoccupava dello share.
Si inizia verso le 10.30 e una volta finita la programmazione ripartono le repliche fino al mattino. Tra i programmi trasmessi: alcune puntate di Avanzi, Mistero Buffo, Doppia Coppia, Comizi d'Amore '80, RT. Presenti anche gli sceneggiati, come "Le avventure di Pinocchio" di Comencini e a partire dalla prossima settimana "Il giardino di ciliegi".
(Qualcosa si trova anche qui: raiclick)
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Scritto da CatherineWotton | Permalink | commenti (3) | commenti (3) (pop-up)
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HIJOS/FIGLI di Marco Bechis, 2001

Buenos Aires, 1977. Una donna partorisce mentre due militari aspettano fuori: il bambino, Javier, viene affidato alla famiglia di un gerarca mentre la sua gemella, Rosa, viene salvata dall'ostetrica. Milano, 2001. Rosa lascia l'Argentina per cercare il fratello e raccontargli la verità sul suo passato.
Ci sono film su cui è facile accondiscendere - nonostante una certa pretestuosità della sceneggiatura o per la volontà del regista di far passare un messaggio - a causa dell'affezione con cui i personaggi vengono descritti. Inizia così la mia visione di Hijos/Figli, con quei dialoghi un po' artefatti, e invece piano piano devo ricredermi perché la regia riesce a trovare un suo rigore e a scavare nel dramma spirituale dei protagonisti.
Il film di Marco Bechis è un film di silenzi e di scontri in cui i battiti di tamburo riempiono gli spazi e scandiscono la ricerca e l'accettazione del proprio passato. I dialoghi si riducono all'essenziale, conta solo la rivendicazione della propria verità, il bisogno di affermare la propria appartenenza a una famiglia e alla storia. Quello che inizialmente sembra un distacco dai protagonisti diventa un modo per porsi accanto a loro e vedere da vicino il loro turbamento.
Vediamo il malessere di Javier prima attraverso l'assoluta normalità della sua vita borghese poi, quando il dubbio si insinua, con la ricerca di prove ma anche con la presa di coscienza che il passato può essere modificato e che la foto di sua madre incinta può essere una finzione. Rosa invece è assolutamente convinta della sua storia perché un'ostetrica ha visto una donna italiana portare via un bambino appena nato dall'ospedale. Ma anche Javier deve credere e per lui inizia un lungo viaggio di negazione e accettazione, di abbandoni e rinunce. Osserviamo Rosa e Javier incontrarsi, fuggire e riconoscersi. E la memoria collettiva inizia a sostituirsi al passato personale di Javier fino ad allora condannato al silenzio.
Hijos/Figli è un film politico nel suo prendere posizione. Eppure non solo non è mai didascalico, ma anche i rimandi tra passato e presente (i paracadutisti, ad esempio) non sono mai forzati. Concentrandosi sul senso di smarrimento e lasciando altre cose in sospeso riesce a evitare una facile retorica.
Voto: ***½
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italia, 2001, argentina, marco bechis, hijos/figli |
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Scritto da CatherineWotton | Permalink | commenti | commenti (pop-up)
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Lost in translation

"Vai a vedere Sogni e Delitti?"
"No."
"Ok."
"C'è la voce."
"La cosa?"
"La voce, la voce."
"Ah, si certo."
"Quella che è in tutti i film di Woody Allen. Oltre a quella di Lionello. L'altra. Ilaria Stagni. È stata Juliette Lewis e Scarlett Johansson... Mira Sorvino, Christina Ricci, Chloë Sevigny, Debra Messing, Winona Ryder... "
"E ora è anche Hayley Atwell?"
"E poi gparker dice che ha lo stesso modo di parlare di Nola Rice."
"A me la voce sembrava diversa."
[..]
"Insomma sei una di quelli che vorrebbero vedere i film sottotitolati al cinema perdendosi le immagini."
"E tu sei uno di quelli che si guardano un altro film, recitato da attori diversi. E io non mi perdo le immagini."
[..]
"Almeno potrebbero tradurli decentemente. Almeno potrebbero rispettare l'uso di più lingue... beh, magari gli accenti è meglio lasciarli stare. Ho visto Maria Full of grace in dvd."
"Quindi?"
"La parte in spagnolo era in italiano mentre quella in inglese era in italiano. Solo che per fare capire che la Sandino Moreno e gli yankees non parlavano la stessa lingua improvvisamente la prima ha iniziato a boccheggiare e gli altri a parlare come Stanlio e Ollio."
"Anche L'arte del sogno era tutto in italiano."
"Ecco si. C'erano quasi. La scienza del sonno. A volte fanno degli errori che sembrano banali ma stravolgono il significato. Come nella tagline di Eastern Promises"
"Io comunque sono per titolo inglese e sottotitolo italiano."
"Lost in translation - L'amore tradotto?"
"C'è chi ha trovato carino L'amore non va in vacanza. The Holiday era impersonale."
"..."
"Non vuoi ammettere che a qualcuno piacciono i titoli italiani."
"Mi dà fastidio che la distribuzione pensi che il pubblico italiano abbocchi a qualsiasi cosa."
"Tu odi il pubblico. Non sopporti neanche avere qualcuno vicino a te mentre guardi un film."
"Solo se parla e si fa spiegare cosa succede dal vicino. Forse non ci meritiamo nemmneo l'uscita di Tideland dopo 2 anni, ma titoli e scelte distributive non mi sembrano efficaci. Appiattiscono tutto e sono apporssimativi. Creano filoni come «Ritorno a», «L'ultimo», pensano di essere divertenti con L'alba dei morti dementi. Bisogna anche sapere che c'è qualcosa di diverso per apprezzarlo."
Qui trovate l'iniziativa di Para e Chimy.
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